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Gli articoli di Matteo

La distribuzione è dove esplode il guadagno

Il quarto passaggio del mio sistema è la distribuzione, sempre sottovalutata dalla letteratura di business, ma che oggi è la chiave del successo. Ed è la chiave del successo perché internet ha disintermediato il mondo: il consumatore parla direttamente con le aziende, e le aziende vendono anche online. Non è mai stata affrontata in alcun corso, ma è proprio lì che esplode il guadagno.

Di Matteo RivoltaPubblicato il 24 settembre 20257 minuti di lettura
In sintesi
  1. Internet ha disintermediato. Chi sta solo nella distribuzione, senza un prodotto proprio, è tra l'incudine e il martello.
  2. Fino a trent'anni fa la distribuzione era delegata al venditore con giacca, cravatta e valigetta. L'ho fatto anch'io per cinque anni.
  3. La Piadineria valeva 600 milioni perché aveva capito la distribuzione meglio di tutti.
  4. Il modello perfetto: categoria, brand, prodotto, e quattro canali: store monomarca, shop in shop, ecommerce proprio, portali verticali.
  5. La distribuzione furba riduce gli spazi dei fornitori e vende i propri prodotti.

Da cosa nobile a chiave del successo

Lo studio del ruolo della distribuzione è un concetto molto recente: fino a trent'anni fa non era considerata importante, restava delegata al sales manager. Non era cosa nobile, fino all'esplosione del gruppo Vuitton: vendita e distribuzione erano relegate a ragazzi di buona volontà dentro l'azienda. L'ho fatto anch'io per cinque anni: giacca, cravatta e valigetta, e si andava dai clienti distributori a vendere.

Trent'anni fa persino Louis Vuitton ha iniziato in Asia e in Giappone con shop in shop, retailer e grandi magazzini, senza una distribuzione propria. Ciò che era considerato fondamentale era il prodotto, il suo design e la sua immagine. La distribuzione consisteva nel cliente che comprava una certa quantità di merce ogni anno e la distribuiva nel suo paese: si comprava alle fiere del mobile, nelle settimane della moda.

Ora ti basta andare a Singapore, dove noi abbiamo fornito i bagni delle 40 suite di un hotel a cinque stelle, per notare la differenza: in Orchard Road, la via dello shopping, trovi tre store Vuitton importanti a poche centinaia di metri l'uno dall'altro. E in ognuno c'è la fila.

La scienza infusa della Piadineria

Qual è la scienza infusa che hanno avuto quelli della Piadineria? La piadina non è un prodotto con alle spalle un marketing sofisticato: è bastato aprire nei centri commerciali, dove la gente ha fame e mangia. Ma avevano capito la distribuzione meglio di tutti, e valeva un'uscita da 250 milioni nel 2018 e da 600 milioni nel 2024, quando il fondo Permira ha rivenduto a CVC. Hanno creato il brand Piadineria e l'hanno sviluppato in una rete di locali propri, oltre 530 nel 2025, tra Italia e Francia.

Le aziende che si trovano solo nella distribuzione, senza avere un prodotto proprio, sono quelle che oggi soffrono di più, perché si trovano tra l'incudine e il martello.

Il rivenditore lo dice in un altro modo: sono tra la padella e la brace. Sopra ha i marchi che parlano direttamente al consumatore via internet; sotto ha Ikea e le grandi catene; in mezzo il cliente che gira i negozi con la piantina in mano per strappare uno sconto, e quello che, con un po' di faccia tosta, si fa dire dal negozio chi produce e va a comprare direttamente in fabbrica. Chi sta in mezzo senza un prodotto proprio è lì che finisce.

Il modello perfetto

Questo è il modello che deve essere il punto d'arrivo di un marchio di fascia alta. Il punto da cui partire è la categoria: bagno, cucina, borse, scarpe, camicie, quello che fa al caso tuo. È la categoria di cui voglio diventare il punto di riferimento della fascia alta. Dopo la categoria ho il marchio, al quale sono legati i prodotti. Dopo il prodotto ho la distribuzione: come esce dalla mia azienda e dal mio magazzino per arrivare a casa delle persone?

Da un lato lavora la publicity, che fa leva sulla persona che rappresenta il brand e ha il ruolo di farlo esplodere. L'advertising lavora sia sul brand che sul prodotto. La freccia tra prodotto e marketing è reciproca: il marketing lavora per il prodotto, ma anche il prodotto lavora per il marketing. E la distribuzione oggi è online oppure offline: per quella offline lo store monomarca e lo shop in shop; per quella online lo shop monomarca e il multimarca con i portali verticali, lo Yoox o il LuisaViaRoma del tuo settore. Unendo queste quattro modalità trovi il metodo perfetto per la vendita. Poi c'è la consegna e il follow-up che crea il referral, che riporta le persone in cima alla piramide.

Lo shop in shop nel mio settore è particolare, perché c'è un problema di incasso: essendo inserito nella categoria che soffre di più, la distribuzione, c'è il rischio che faccia cassa con i fornitori. Non sempre, per carità, ma è business-to-business puro, e bisogna stare attenti alle condizioni di pagamento.

Come si organizza la distribuzione

Un grande rivenditore di cucine con tre punti vendita in provincia di Milano ha scritto: «Abbiamo deciso di spingerci oltre il concetto di distributori, aprendo le nostre linee, che produciamo e presentiamo tramite terzisti». Riduce lo spazio dei marchi storici, li mette fuori, e nei suoi negozi vende le cucine con il suo nome. È la mossa giusta, e lo dico contro i miei interessi, perché sono coinvolto in determinate distribuzioni.

L'unica cosa che può fare la distribuzione è questa: che senso ha per il rivenditore continuare a comprare le cucine da marche note se il consumatore, facendo altri cinquecento metri, ha più sconto a parità di prodotto? La distribuzione furba sta riducendo gli spazi dei fornitori e vende i propri prodotti. Considera anche il rovescio: se un fornitore importante, su cui hai costruito il tuo punto vendita, decide di andare direttamente dai privati, tu rimani fregato.

Il quadro è questo. In alto, la fascia alta con le aziende che hanno gli showroom monomarca e comunicano direttamente al consumatore finale. In basso, Ikea e le grandi catene che comprimono i prezzi. E in mezzo, internet che disintermedia. Chi sta in mezzo senza un marchio e senza un prodotto proprio è la prima vittima. La distribuzione va seguita in prima persona, perché è lì che cambia il moltiplicatore della tua azienda.

Dal mio libro Direct from Milano e dai miei corsi in aula. Numeri ed esempi aggiornati a settembre 2026.

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