IKEA taglia i prezzi del 22%: perché una PMI non può copiarla
Volumi, economie di scala, potere sui fornitori: IKEA può permettersi la guerra dei prezzi. Una PMI non può, e deve puntare sulla fascia premium.
IKEA ha deciso di abbassare stabilmente i prezzi di centinaia di prodotti.
In Italia la riduzione media sarà del 22%.
Un'operazione sostenuta da un investimento di 1,2 miliardi di euro in Europa.
Una piccola o media impresa non può semplicemente copiare questa strategia.
IKEA può ridurre i prezzi grazie a volumi enormi, economie di scala, potere contrattuale sui fornitori e controllo della filiera.
Una PMI, invece, se prova a competere sul prezzo contro aziende di queste dimensioni, rischia soltanto di ridurre i propri margini.
E spesso finisce per lavorare di più, guadagnando di meno.
Per questo, secondo me, una PMI deve rinunciare a diventare la più economica
e posizionarsi nella fascia premium del mercato.
Costruire un brand di alta gamma.
Aumentare il valore percepito.
Rivolgersi a clienti che non scelgono soltanto in base al prezzo.
E generare margini più elevati per investire, migliorare il prodotto e far crescere l'azienda.
IKEA può vincere con i volumi e abbassando i prezzi.
Una PMI deve puntare sul brand e sul posizionamento premium.
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